Solamente chi è abituato a vedere una stampante laser dal comune punto di vista di un ufficio può considerare la tecnologia a toner poco più di una commodity. In realtà, al crescere di esperienza e competenze nel mondo della grafica, un sistema di stampa a colori diverso da offset o inkjet è sempre più un’alternativa da conoscere in dettaglio. La rapida evoluzione degli ultimi anni è inoltre riuscita a portarla a un livello superiore, quale vero e proprio complemento nel corredo tecnologico di tipografi e stampatori. Quando si parla di creatività infatti, caratteristiche uniche di versatilità, produttività e flessibilità trasformano il toner in opportunità.

Più di un’alternativa: un’opportunità.

Nel mondo della stampa digitale professionale , il laser viene in genere contrapposto all’offset. A una visione più superficiale, quasi un’alternativa digitale alla tecnologia di stampa di più lunga data che, ancora oggi, spesso considerata la via migliore quando si parla di grandi tirature. L’avanzata del digitale e le mutate esigenze di mercato hanno però cambiato lo scenario e le regole del gioco.

Fermo restando una qualità sempre difficile da raggiungere, un sistema offset fatica a rimanere concorrenziale sotto il profilo dei costi. E anche un altro dei suoi punti di forza, la produttività, inizia a non essere più inattaccabile. Anche dove i volumi complessivi di stampa restano invariati, raramente la composizione resta la stessa. Le grandi tirature sono infatti sempre meno la regola, in favore di un maggior numero di ordini più piccoli, da evadere in tempi più rapidi. Di conseguenza, aumenta il peso di costi e tempi di avvio di un impianto.

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La marcia in più del digitale.

Viceversa, la stampa digitale è in grado di assecondare queste esigenze, consentendo inoltre la possibilità di apportare modifiche fino all’ultimo istante. Inoltre, aumentando la capacità di lavorare con i dati variabili, il passaggio di tecnologia raccoglie maggiori consensi.

Per una tipografia moderna, l’ideale sarebbe poter contare su entrambe le tecnologie. Senza inoltre trascurare l’inkjet, capace di aprire a mercati totalmente nuovi e promettenti, con la stampa diretta o i grandi formati abbinati a una importante fase di evoluzione nelle formulazione degli inchiostri.

Il risultato è una serie di opportunità raramente vista in passato nel mondo della stampa. Dietro la quale, per il professionista si nascondono però altrettanta complessità e necessità di investire, in macchinari e in competenze.

Importante allora, avere prima di tutto le idee chiare su cosa puntare e come muoversi. Il nodo principale non è superare l'offset, è invece riuscire ad aggiornare le proprie risorse, con la possibilità di scegliere quello più adatto a ogni richiesta avanzata del cliente . La possibilità di contare su più fattori per combinare qualità, quantità, tempi e altre richieste particolari, aumenta la competitività e di pari passo la reputazione.

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Con il toner verso nuove frontiere.

Oggi sono diversi i vantaggi offerti da un sistema di stampa laser di ultima generazione, sia per chi viene dal mondo offset sia per chi invece è abituato a lavorare con l’inkjet. Nel primo caso infatti, il toner è in grado di soddisfare proprio le più recenti esigenze del mercato. Dove i costi di avvio di un impianto incidono sulla competitività e i tempi di consegna sono stretti, si mantiene comunque la possibilità di soddisfare un cliente senza scendere a compromessi con la qualità. Quando invece ci si trova a dover affrontare una richiesta a tutto campo nella comunicazione visiva, aggiungendo a banner, pannelli, manifesti e le altre produzioni del grande formato, anche brochure, volantini e addirittura biglietti da visita, si può offrire la garanzia di un servizio completo, compresa la resa cromatica uniforme degli stampati.

Per riuscirci però, non è naturalmente sufficiente acquistare un sistema a toner. Serve capire esattamente quale si adatta meglio alla propria realtà, come inserirlo nei flussi di lavoro esistenti e acquisire le relative competenze.

Progetti di tutti i colori.

Una stampante laser oggi va ben oltre la classica quadricromia. Un quarto vano porta cartuccia è infatti praticamente la regola, mentre per chi ha le idee ben chiare anche un quinto non è certamente fuori luogo. L’importante è sapere bene come sfruttare queste opportunità. Per chi intende affidare al toner solamente il lavoro di basso cabotaggio, allargando il giro d’azione dell’offset o cercando di venire incontro a chi intende ridurre i volumi di un ordine, una soluzione standard potrebbe anche essere sufficiente.

Dedicando eventualmente il minore investimento a strumenti sofisticati per la corrispondenza dei colori. Soprattutto, quando si tratta di suddividere su più sistemi una fornitura articolata ed entrano in gioco le tinte Pantone. Date per scontate in termini di affidabilità sull’impianto offset, il passaggio in digitale richiede gioco forza un’approssimazione, non sempre possibile e anche quando possibile molto esigente dal punto di vista dell’abilità.

Un tocco di bianco in più.

D’altra parte, per chi coltiva anche una minima intenzione di spingersi oltre e allargare il ventaglio di soluzioni proposte ai clienti, prendere in considerazione almeno il toner bianco è un passaggio obbligato. Se, in termini generali, la semplice quadricromia può essere associata più all’offset, aumentare le combinazioni di colori avvicina più ai principi dell’inkjet, con relative opportunità.

Saper gestire il bianco permette infatti prima di tutto di allargare anche il ventaglio dei supporti utilizzati. Entrano in gioco a questo punto tutti quelli colorati, in particolare quelli scuri e neri. Quando si parla di carta in genere i temi di discussione principali riguardano la grammatura, la composizione e le varianti patinate. Il colore si valuta solo in un secondo momento, proprio quando si è certi di poterli trattare senza brutte sorprese. Oltre ad aumentare lo spettro cromatico e garantire la qualità, uno strato di bianco prima del colore mette al sicuro da brutte sorprese e migliora la resa complessiva della stampa.

Per chi punta in alto, questo però è solo un primo passo. Se il bianco in qualche modo completa la gestione del colore, le ultime generazioni di stampanti laser permettono di spingersi oltre, arrivando alla nobilitazione e agli effetti speciali. Naturalmente, un percorso lungo il quale anche la scelta di modelli si restringe progressivamente e trovare il giusto partner diventa cruciale.

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La risposta Heidelberg.

Questa è la strada intrapresa negli ultimi tempi da Heidelberg. Decisa ad affrontare da protagonista anche il mercato toner, non ha esitato ha inseguire il meglio in termini di versatilità, senza naturalmente mettere in secondo piano prestazioni e affidabilità. Una filosofia perfettamente condensata nel recente modello Versafire EV. Il nuovo sistema di stampa prevede infatti cinque vani per le cartucce. Alla tradizionale quadricromia, l’estensione del bianco non è esclusiva, ma aggiunge due importanti opzioni, sempre inseguendo il desiderio di assecondare il cliente in un progetto di crescita a lungo termine.

In una prima variante, il quinto toner infatti può essere trasparente. L’idea è inserire in linea la nobilitazione, quindi evitando moduli aggiuntivi o addirittura passaggi su macchinari dedicati. Più ancora della laminazione completa, il sistema esprime il meglio di sé nell’evidenziare dettagli di una grafica o creando piccoli rilievi, aprendo quindi letteralmente le porte a una nuova dimensione di opportunità sul mercato. Un primo fattore distintivo oggi proposto da un numero ristretto di modelli.

Un altro aspetto da tenere in considerazione, è la gestione del bianco come base per supporti scuri. In genere, l’operazione richiede un ritorno in macchina, con intervento manuale e possibili problemi di registrazione. La possibilità di completare l’operazione in un unico passaggio è un fattore distintivo non trascurabile.

Quel tono distintivo.

Per chi come Heidelberg non si accontenta di appartenere a un circolo ristretto ma coltiva apertamente l’ambizione di arrivare al vertice, bisognava però spingersi ancora oltre. Dall’analisi del mercato sono così scaturite altre due opportunità. La prima, i toner fluorescenti giallo e rosa, in chiara risposta a una crescente tendenza del mercato. La seconda, per buona parte ancora tutta da scoprire, il toner rosso trasparente. Una contraddizione solo all’apparenza. La particolare composizione fa sì infatti che il rosso trasparente sia invisibile solo alla luce naturale. Quando illuminato da una fonte a infrarossi infatti, il supporto rivela tutta la particolare luminosità. Un’applicazione certamente capace di provocare stupore e spostare i confini della stampa laser. Una delle potenziali applicazioni studiate dai ricercatori arriva a esplorare orizzonti del tutto inediti, come il mondo dell’anticontraffazione.

Con buona probabilità, certamente non un punto di arrivo. Solamente una tappa in un cammino evolutivo dove il toner può riservare ancora grandi sorprese. Iniziare a puntare in alto fin da oggi significa anche conquistare una posizione da protagonista sul mercato e non trovarsi a dover inseguire.

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