Quali sono i sistemi di
stampa digitale disponibili
sul mercato e come scegliere quello giusto per te.

Per chi ha intenzione di affrontare il mondo della stampa digitale, oppure semplicemente aggiornare le tecnologie a propria disposizione, la scelta non è necessariamente semplice come in passato. La divisione netta tra mondo analogico e digitale è infatti ormai superata. Lo scenario attuale è composto da una serie di opportunità, spesso ibride, tra le quali individuare la risposta migliore alle proprie competenze, esigenze e relativo mercato.

Anche i sistemi digitali per eccellenza, offset e serigrafia, oggi non possono fare a meno di subire le influenze del progresso digitale. Per sfruttare a dovere i nuovi modelli è quindi necessario poter mettere in campo competenze più estese della tradizionale conoscenza su meccanica, miscelazione dei colori o procedure manuali.

Nonostante questo però, i principi di fondo non sono mutati poi così tanto e trovare la migliore risposta alle proprie esigenze, e alle proprie aspettative, in materia di stampa digitale richiede solo il tempo e l’attenzione necessari a esaminare un’offerta più ampia.

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Tutti gli aspetti del digitale.

Anche il sistema analogico per definizione, l'offset, non è quindi rimasto estraneo all’avvento del digitale. Su alcuni sistemi, la matrice può così passare oltre le procedure manuali. In sintesi, le particelle di inchiostro vengono posizionate sulla lastra dopo essere state caricate elettricamente in un liquido. In pratica, questo significa poter cambiare l’immagine contenuta nella matrice praticamente all’istante. Un importante passo avanti in termini di costi fissi, anche se non abbastanza da superare i limiti storici della tecnologia. Un sistema offset infatti resta la soluzione ideale solo per volumi veramente importanti.

Più comunemente, parlando di stampa digitale ci si riferisce però alle diverse opzioni offerte dal toner o dall’inkjet, con le relative varianti. Il mercato spinge infatti sempre più deciso in direzione di temi quali personalizzazione, dati variabili e lavorazioni particolari. Tutti obiettivi raggiungibili meglio con i sistemi roll-to-roll, in piano o a foglio.

Anche la scelta a questo punto si allarga a dismisura. Tra marchi, modelli e tecnologie le combinazioni crescono facilmente fino al punto di confusione. Novità come lattice, gel, varietà di toner o verniciature sofisticate sono tanto attraenti quanto pericolose se ci si lascia trascinare dall’entusiasmo senza conoscere esattamente come trasformarle in opportunità.

Le tante sfumature di inchiostro.

L’inkjet è probabilmente il settore dove negli ultimi anni la stampa digitale ha registrato le maggiori novità. Nonostante si riveli ancora una soluzione praticabile per tenuta e densità del colore, sulla spinta anche degli aspetti di sostenibilità, il solvente è una strada sempre meno praticata. Investire su questo si può considerare ormai un rischio, non molto diverso dall’acquistare un’autovettura diesel in zone come la Lombardia.

Anche perché le alternative non mancano. Se gli inchiostri base acqua, spesso in combinazione con lampade UV, richiedono spesso laminazioni successive o tempi di asciugatura più lunghi, il divario si sta progressivamente restringendo. Per chi lavora soprattutto su banner, pannelli o supporti rigidi in genere, le opzioni a disposizione sono numerose. Tra le più seguite, gli inchiostri Latex. L’evoluzione ha rapidamente portato a migliorare brillantezza dei colori e tenuta inizialmente non infallibili, rendendole alternative valide a tutti gli effetti.

Con l’arrivo recente dell’inchiostro fluido e trattabile a basse temperature UVgel, lo scenario si è decisamente aperto verso una svolta decisiva. Oggi, chi punta alla produzione di grande formato in ambito comunicazione, interior decoration o allestimenti troverà facilmente una risposta in questo insieme di tecnologie. Aspetto non secondario, con la prospettiva di ridurre in misura importante anche il fabbisogno energetico per l’utilizzo dei macchinari.

Diverso il discorso per chi intende trattare tessuti, non necessariamente in ambito abbigliamento. Tecnologie come la sublimazione hanno infatti avvicinato la stampa digitale a mondi impensabili fino a poco tempo fa, prima tra tutte l’alta moda. Anche per chi si occupa di comunicazione visiva però, trattare cotone o altri materiali sintetici, è una prospettiva da non sottovalutare. I banner in pvc stanno infatti progressivamente lasciando spazio al tessuto, mentre settori come bandiere o accessori per abbigliamento guadagnano spazio grazie alle grandi possibilità di personalizzazione, mantenendo costi di produzione concorrenziali.

Lunga vita al toner.

Nel mondo tessile rientra anche l’ormai consolidato mercato del trasferimento termico, dove entrano in gioco i sistemi a toner. Grazie anche a questo, oggi la stampa digitale laser ha raggiunto pari dignità dell’inchiostro quando si parla di creatività, potenzialità nel campo della comunicazione e versatilità. La differenza principale è nel poter trattare esclusivamente fogli come supporti o al più rotoli, con limiti dimensionali generalmente inferiori.

I vantaggi, tuttavia, non mancano. L’ingombro complessivo, area operativa inclusa, è in genere inferiore, mentre la velocità di produzione è spesso superiore. Proprio grazie alla stampa digitale, anche i costi fissi sono ormai trascurabili, con la possibilità di spingersi addirittura fino alla personalizzazione del singolo stampato.

I sistemi laser, inoltre, sono caratterizzati da una estrema modularità tra alimentazione, finitura o post produzione. Le ultime evoluzioni in materia di toner hanno anche allargato praticamente a dismisura le combinazioni disponibili tra colori ed effetti speciali.

La soluzione a portata di stampa.

In definitiva, le due opzioni si rivelano spesso molto più complementari che concorrenti. Se materiali rigidi e grande formato restano terreno esclusivo delle inkjet, quando entra in gioco la carta (sia per stampa diretta sia per transfer o sublimazione) il toner ha molto da dire. Dovendo per forza scegliere una delle due soluzioni, sarà importante valutare prima di tutto destinazione d’uso e competenze per sfruttarle a dovere.

Evolvere capacità maturate in tipografia su un nuovo sistema laser è probabilmente più facile rispetto ad affrontare problematiche di calibrazione colore o analisi dei materiali di una inkjet, anche di medio formato. Contando su tempo e risorse necessari ad acquisire nuove competenze, d’altra parte, si apriranno facilmente anche nuove opportunità. Altro aspetto da valutare: il costo d’ingresso per un sistema toner è spesso minore rispetto al grande formato.

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